Trasferte Vs Lavoratore in trasferta
Nel diritto del lavoro italiano esiste una distinzione fondamentale che molte aziende sottovalutano: la differenza tra il trasfertista abituale e il lavoratore in trasferta occasionale.
Non si tratta solo di una questione terminologica, ma di due regimi fiscali e contributivi completamente diversi che possono impattare significativamente sui costi del personale e sui rischi di contenzioso.
Il trasfertista gode dell'imponibilità ridotta al 50% delle sue indennità, ma rinuncia ai rimborsi spese esenti. La recente sentenza della Cassazione n. 24148/2025 ha chiarito definitivamente che questi due regimi sono alternativi e non cumulabili.
Una classificazione errata può costare cara: dalle sanzioni contributive ai contenziosi fiscali, passando per il rischio di dover versare differenze su anni di gestione amministrativa.
Scopri come distinguere correttamente queste due figure, quali sono i requisiti contrattuali indispensabili e come gestire al meglio retribuzioni, contributi e tassazione.
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