Trasferta e trasfertismo

Trasferta e trasfertismo

3 Verità Nascoste che Devi Conoscere Prima della Prossima Partenza

Introduzione: La Sorpresa in Busta Paga

Torni da una trasferta convinto di aver calcolato tutto alla perfezione, ma quando arriva la busta paga, i conti non tornano.

È uno scenario fin troppo comune, perché le regole che governano le indennità di trasferta nascondono complessità che molti lavoratori e aziende ignorano, con un impatto diretto sul reddito netto. Analizziamo insieme tre aspetti cruciali, spesso sottovalutati, che determinano il reale valore economico di una trasferta.

1. L'indennità forfettaria si riduce (e a volte crolla): come un benefit può diminuire il tuo netto in busta paga

Molti conoscono il concetto di indennità forfettaria giornaliera: un importo fisso che l'azienda può erogare senza che sia soggetto a tasse e contributi. I limiti massimi sono di €46,48 per le trasferte in Italia e €77,47 per quelle all'estero, al netto delle spese di viaggio e trasporto.

Questo significa che i costi documentati per voli, treni o altri mezzi possono essere rimborsati integralmente in aggiunta all'indennità, senza essere tassati.

Il punto contro-intuitivo, però, è che questi importi si riducono in maniera importante se l'azienda copre altre spese.

  • Se viene rimborsato o fornito direttamente il vitto O l'alloggio, il limite esentasse scende a €30,99 (Italia) e €51,65 (estero).
  • Se vengono rimborsati o forniti SIA il vitto CHE l'alloggio, il limite cala a soli €15,49 (Italia) e €25,82 (estero).

Questo dettaglio è fondamentale. Un benefit apparentemente positivo, come un pasto pagato direttamente dall'azienda, può di fatto diminuire l'importo netto percepito dal lavoratore, una dinamica che pochi si aspettano.

2. Trasferta o Trasfertismo? Una parola che pesa il 50% di tasse

Non tutte le missioni fuori sede sono uguali agli occhi del fisco. La differenza tra "lavoratore in trasferta" e "trasfertista" è cruciale e ha un impatto significativo sulla retribuzione.

  • Lavoratore in trasferta: È un dipendente con una sede di lavoro fissa indicata nel contratto, che viene inviato temporaneamente a svolgere la sua attività fuori dal comune. Per lui valgono le regole standard di rimborso (forfettario o analitico).
  • Lavoratore "trasfertista": È un dipendente che, per contratto, non ha una sede di lavoro fissa ed è tenuto a svolgere la sua attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi.

La conseguenza fiscale di essere inquadrato come "trasfertista" è importante: l'indennità o la maggiorazione di stipendio che riceve concorre a formare il suo reddito imponibile per il 50% del suo ammontare.

Affinché si applichi questo regime fiscale, devono essere presenti due condizioni fondamentali: l'assenza di una sede di lavoro fissa e una clausola specifica nel contratto che definisca questa modalità lavorativa.

Verificare il proprio contratto di assunzione alla voce "Sede di lavoro" è il primo passo essenziale per capire quale regime si applica alla propria situazione.

È fondamentale ricordare che la contrattazione collettiva (CCNL) può prevedere condizioni di miglior favore, come importi di indennità diversi o regole specifiche. Si consiglia sempre di consultare il proprio CCNL di riferimento, oltre agli accordi aziendali o individuali.

3. Addio contanti: dal 2025, il rimborso esentasse passa solo da pagamenti tracciabili

Questa novità riguarda principalmente chi riceve rimborsi analitici delle spese ed è alle porte. A partire dal 2025, per poter beneficiare dell'esenzione fiscale e contributiva sui rimborsi delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto, sarà obbligatorio che tali spese siano state sostenute tramite strumenti di pagamento tracciabili.

In pratica, significa che sarà necessario pagare hotel, ristoranti e trasporti con carte di credito, bancomat o altri metodi elettronici.

Mentre l'indennità forfettaria non richiede giustificativi di spesa, questo cambiamento è cruciale per il rimborso analitico, dove ogni costo deve essere documentato da un pagamento tracciabile per restare esentasse.

Si tratta di una modifica imminente che impone un rapido adeguamento sia delle abitudini dei lavoratori, sia delle procedure amministrative delle aziende.

Conclusione: Sei Pronto per la Tua Prossima Trasferta?

Comprendere la natura decrescente dell'indennità forfettaria, il peso fiscale della qualifica di "trasfertista" e l'imminente obbligo di pagamenti tracciabili non è un una fatto di poco conto, serve a programmare un'azione strategica per proteggere il  reddito dei lavoratori dipendenti e a non vanificare gli sforzi da parte delle imprese che vogliono erogare giusti importi di retribuzione.

Ora che conosci questi dettagli, guarderai il tuo prossimo cedolino e il tuo contratto con occhi diversi? E voi aziende, siete pronte a verificare se gli importi erogati nel corso del 2025, sono stati erogati nella giusta misura?

CdL Roberto Rossi

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