Maxi Deduzione
Assunzioni a Tempo Indeterminato - Novità 2024
Nel panorama delle politiche fiscali italiane per il 2024, emerge una misura particolarmente interessante per le imprese e i professionisti: la maxi-deduzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato resa attiva dal decreto 25 giugno 2024 attuativo del D.Lgs. 216/2023.
Questa agevolazione si propone di incentivare l'occupazione stabile, offrendo un vantaggio fiscale a chi decide di ampliare il proprio organico con contratti a lungo termine.
La misura si rivolge a un ampio spettro di beneficiari: dai titolari di reddito d'impresa ai liberi professionisti. (a valere per IRES; IRPEF ma non per l’IRAP)
L'obiettivo è chiaro: stimolare la creazione di posti di lavoro duraturi in un contesto economico che necessita di stabilità e crescita occupazionale.
Il meccanismo della maxi-deduzione è ingegnoso nella sua concezione.
Non si tratta di un semplice sgravio fiscale, ma di un sistema che premia effettivamente l'incremento occupazionale.
Come funziona?
Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito una percentuale maggiorata del costo dei nuovi assunti. Ci sono però dei paletti ai quali fare attenzione!
L'importo deducibile non è calcolato solo sul costo dei nuovi assunti, bensì sul minore tra questo e l'effettivo incremento del costo del personale rispetto all'anno precedente. Questo approccio garantisce che l'agevolazione sia legata a un reale aumento dell'occupazione e non a semplici sostituzioni di personale.
La deduzione base è pari al 20% in più rispetto al costo sostenuto. Ma il legislatore ha voluto fare di più, introducendo una maggiorazione ulteriore del 10% per categorie di lavoratori considerate particolarmente meritevoli di tutela.
Qui emerge l'aspetto sociale della misura: si punta a favorire l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, donne con figli, giovani ex NEET, persone con disabilità e altri gruppi che spesso incontrano maggiori difficoltà nel mercato del lavoro.
Paletti da rispettare
Non mancano, naturalmente, alcune condizioni per accedere al beneficio. L'azienda deve aver operato per almeno un anno intero nel periodo precedente (2023), escludendo così realtà appena nate o in fase di liquidazione.
Inoltre, è richiesto un effettivo incremento occupazionale, misurato confrontando il numero di dipendenti a fine anno 2024 con la media dell'anno precedente 2023.
Questa condizione sottolinea ancora una volta l'intento della norma: non si tratta solo di aiutare le imprese, ma di un incentivo concreto e tendente a creare nuova occupazione.
Regole antiabuso e non spettanza
Un aspetto interessante è la clausola antiabuso che considera l'organico di gruppo: l'incremento deve essere reale e non può derivare da spostamenti di personale tra società collegate o controllate.
L'agevolazione non spetta: L'agevolazione non spetta alle società e agli enti in liquidazione ordinaria, assoggettati a liquidazione giudiziale o agli altri istituti liquidatori relativi alla crisi d'impresa.
Questa attenzione ai dettagli dimostra la volontà di creare una misura efficace e non facilmente aggirabile.
In termini pratici, l'impatto di questa agevolazione può essere significativo.
Esempi di convenienza
Facciamo un esempio per capire meglio:
Esempio con maggiorazione ordinaria (20%)
- Costo del lavoro 2023: €180.000
- Costo del lavoro 2024: €215.000
- Incremento costo del lavoro: €35.000
- Costo nuovi assunti 2024: €50.000
- Base per il calcolo: €35.000 (il minore tra incremento e costo nuovi assunti)
- Maxi deduzione 120%: €42.000
- Risparmio IRES per l’impresa (24%): €10.080
Maggiore sarà la convenienza economica qualora si fosse proceduto ad assumere lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate. In questo caso, la deduzione può arrivare al 30%, amplificando il beneficio fiscale.
Facciamo un esempio per capire meglio:
Esempio con maggiorazione per assunzione di lavoratori svantaggiati (30%)
Esempio 2
- Costo del lavoro 2023: €160.000
- Costo del lavoro 2024: €210.000
- Incremento costo del lavoro: €50.000
- Costo nuovi assunti 2024: €48.000 (di cui €36.000 per lavoratori svantaggiati)
- Base per il calcolo: €48.000
- Maxi deduzione 120% su €12.000: €14.400
- Maxi deduzione 130% su €36.000: €46.800
- Risparmio IRES per l’impresa (24%) totale: €14.688
Considerazioni
Tirando le conclusioni, questa maxi-deduzione può rappresentare uno strumento di politica fiscale e del lavoro.
Non solo offre un concreto vantaggio economico alle imprese che assumono, ma lo fa in modo mirato, incentivando l'occupazione stabile e l'inclusione di categorie svantaggiate e/o protette.
È un esempio di come la leva fiscale possa essere utilizzata per alleggerire il carico tributario, ma anche per orientare le scelte delle imprese verso obiettivi socialmente desiderabili.
CdL Roberto Rossi
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